Musica in negozio: Quali sono le Tasse? Meglio con o senza SIAE?

Abbiamo notato che alcuni negozianti della Cliento School si chiedono se per mettere la musica in negozio sia necessario pagare una tassa o meno.

Molti nell’indecisione, per evitare multe e richiami hanno deciso di eliminare totalmente musica e radio dal loro negozio.

In realtà però, la musica è molto importante all’interno di un negozio.

Il silenzio in negozio è imbarazzante.

Pensa al disagio che sentiresti ad entrare in un negozio dove regna un silenzio tombale, dove hai paura a dare anche un giudizio ad alta voce su un’articolo, per timore che il negoziante possa sentirti.

Il silenzio in negozio, è dunque, imbarazzante e controproducente per i tuoi affari, la musica in negozio infatti è molto importante, perché grazie a questa è possibile aumentare gli acquisti dei tuoi clienti, trovare una sintonia con loro e aumentando il tempo di permanenza all’interno del negozio.

musica in negozio

Ti ricordi l’area 6 del Retail Model®? E’ la parte legale.

Se non sai a cosa mi riferisco guarda il corso avanzato Istruzioni di volo per negozianti >>  

Quello che voglio passarti è che se hai un negozio non puoi fare lo “struzzo” e far finta che questa area non esiste. Lo so, non piace a nessuno. Ma non puoi evitarla.

E la soluzione non è togliere la musica. Ma informarti e fare tutto il necessario per averla. Senza farsi spaventare dalla burocrazia.

Ricordati anche che la musica può aiutarti ad entrare nel cuore e nella mente del cliente!

 

#1 Musica in negozio SIAE tasse da pagare: Sfatiamo i dubbi!

Per diffondere la musica all’interno del tuo negozio è utile sapere quali tasse pagare e sopratutto quanto pagare. 

La diffusione musicale all’interno del tuo negozio, ti obbliga al pagamento degli emolumenti (compensi per prestazione professionale),  direttamente:

-> alla S.I.A.E ( Società Italiana Autori ed Editori)
-> e alla S.C.F (Società Consortile dei Fonografici) per i diritti connessi.

Queste due società servono a difendere i diritti d’autore e di riproduzione dei brani, perché questi appartengono ai loro autori, compositori e alle società che le distribuiscono.

Pagare la S.I.A.E e la S.F.C oltre ad essere obbligatorio è anche una questione di rispetto verso chi ha svolto un duro lavoro, ovvero i musicisti e i cantanti.

Pensa se qualcuno entraste nel tuo negozio, prendesse un tuo prodotto senza pagare e lo usasse per pubblicizzare o per compiere i propri interessi? Non credo ne saresti felice…

Ehi, aspetta un attimo prima di continuare, altrimenti rischi di impegnarti come un matto per poi non ottenere risultati a causa di qualche meccanismo o approccio di mentalità sbagliato. Si dice spesso di “avere la giusta mentalità” e visto che abbiamo a che fare con migliaia di negozianti capisci che ti conviene ascoltarci se non vuoi sbattere contro un muro, quindi, domanda: hai già scaricato la traccia audio gratuita: “Le 7 Bestemmie dei negozianti”? Contiene i 7 errori che DEVI assolutamente evitare,  insomma, è gratis quindi  scaricalo subito, puoi ricevere il file audio da questa pagina >>

Fatto? Se ti ho interrotto la lettura perdonami, ma scaricare e leggere questi 7 meccanismi mentali da evitare e il loro “antidoto” è davvero importante per TE, quanto meno per evitare gli errori inutili. Bene, riprendiamo dal punto in cui eravamo arrivati…

Ecco, diffondere musica in negozio senza pagare le tasse corrisponde all’azione che ti ho appena descritto.

Ma…

Quanto pagare per mettere la musica in negozio?

Chiariamo subito un concetto:

non c’è alcuna differenza tra chi trasmette nel suo negozio una radio comune, un cd o una shop radio fatta da professionisti. I negozianti che diffondono musica devono pagare.

Invece sul “quanto pagare” dipende da diversi fattori che adesso vediamo insieme.

Innanzi tutto entrambe le società (SIAE, SCF) calcolano gli importi non solo in base alla categoria merceologica, ma soprattutto in base ad alcune caratteristiche del tuo negozio, vediamole:

-> L’area di vendita espressa in mq (metri quadri).

Maggiore è l’area di vendita e maggiore sarà il costo da corrispondere annualmente a SIAE ed SCF.

-> Apparecchi (sorgenti) atti alla riproduzione della musica (Radio, TV, CD, Radio in store, Video in store).

Si calcola un costo in base al tipo di sorgente, e l’importo sarà direttamente proporzionale all’area. Ad esempio, avere una Radio e una Tv accese contemporaneamente, costerà di più in un negozio di 200 mq rispetto ad un negozio di 100.

Naturalmente il costo sarà ancora maggiore se il televisore è più grande di 37” nel caso di SCF, e di 40” nel caso di SIAE.

-> Il numero dei diffusori (casse audio).

Anche il numero di diffusori incide significativamente sul costo annuale. Spesso consiglio ai negozianti di posizionare pochi diffusori in modo che la musica raggiunga tutti. Si si, proprio così, infatti non è affatto vero che più casse audio suonino meglio!

Tabelle con le tariffe SIAE

In questa tabella trovi le tariffe che SIAE applica per i negozianti. Sono molto utili e ti aiuteranno a stimare i costi che dovrai sostenere annualmente:

musica in negozio

Facciamo un esempio.

Supponiamo tu abbia dunque un negozio di 188 mq, un televisore 42” e 7 altoparlanti.

In questo caso il tuo negozio è alla terza riga, tra i 101 e i 200 mq.
Il tuo televisore costerà 190 € l’anno, ma siccome supera i 40”, dovrai raddoppiare l’importo e aggiungere al totale il 10% relativamente al numero dei diffusori.

Tabella tariffe SCF.

Nel caso di SCF oltre a guardare la tabella, ti sarà utile chiederti se la musica che diffonderai risiede in una pen drive, su dvd o cd masterizzati, su un pc, hd esterni o lettori mp3.

In quel caso stai diffondendo musica “copiata” (copia tecnica) e dovrai corrispondere il 50% in più sul totale. In questa tabella trovi le tariffe che SCF applica per i negozianti.

musica in negozio

Le tariffe riportate in tabella si basano sul mezzo di diffusione utilizzato per la diffusione di fonogrammi e videomusicali e saranno applicate per un massimo di 2 casse audio e/o 1 Tv con schermo fino a 37 pollici.

Oltre questi valori saranno applicate le seguenti maggiorazioni:

-> + 10% per ogni diffusore (cassa audio/altoparlante) oltre il secondo;

-> + 10% per ogni tv e/o monitor fino a 37 pollici oltre il primo;

– >+ € 10,00 per ogni tv e/o monitor > di 37 pollici a partire dal primo.

Rientrano nella definizione di altro apparecchio, a titolo esemplificativo, i lettori audio/video compatti, i PC, gli smartphone, i lettori CD/DVD etc.. (fonte scfitalia.it)

Come ottenere degli sconti per la tassa sulla la musica in negozio?

Sicuramente ti starai chiedendo se è possibile ottenere degli sconti, per la tua musica in negozio, e fai bene!

Perché in realtà SIAE – SCF hanno stipulato convenzioni con alcune istituzioni e associazioni.

Nel tuo caso questi sono gli enti e le associazioni convenzionate che puoi contattare per avere maggiori informazioni:

Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Confcommercio, Fipe – Confesercenti, FIEPET, CNA, Casartigiani, Confcooperative, Federmoda e Federdistribuzione, Confartigianato, Federfarma. Potrai contattare questi enti per maggiori informazioni.

#2 Musica in negozio senza Siae

Sicuramente avrai fatto molte ricerche su questo argomento e ti sarà capitato di leggere in giro di negozianti che utilizzano alcuni metodi per non pagare la S.I.A.E e la S.F.C.

Questo è davvero possibile se trasmettere nel tuo negozio musica “sconosciuta” (musica Creative Common o Copyleft) che ti permetta di evitare il pagamento di queste tasse, perchè non sono coperte dai diritti d’autore.

Ma dove trovare questa tipologia di musica?

Esistono delle società alternative, con le quali alcuni artisti stipulano dei contratti di tutela per le proprie opere musicali e tu paghi alla società la licenza. Ma quali sono queste società?

Soundreef e Jamendo

Ci sono realtà come Soundreef e Jamendo che raccolgono edizioni musicali di artisti.

Jamendo, a mio parere è il music provider Creative Common di maggior successo. Offre un catalogo musicale di oltre 200.000 brani musicali suddivisi in altrettanti generi.

Stipulare una licenza per la diffusione in store dei loro catologhi ha dei vantaggi e degli svantaggi, vediamone alcuni:

Svantaggi: 

  • Uno svantaggio potrebbe essere che a volte i brani musicali a disposizione sono composti ed eseguiti da artisti (ahimé) di dubbio talento; ti consiglio pertanto di ascoltare più volte ciascun brano e capire se la qualità d’esecuzione, piuttosto che l’arrangiamento o il missaggio siano sufficientemente di qualità.
  • Uno svantaggio è che potresti non avere a disposizione alcuni dei brani che consiglio in termini di tempo, e potresti faticare un po’ prima di raggiungere la perfezione della tua strategia musicale.
  • Avendo delle collezioni di brani standard, la musica deve andare bene per tutti e nessuno. Quindi non avrai una playlist perfetta per il tuo negozio.

Vantaggi:

  • Un vantaggio potrebbe essere il costo contenuto per singola licenza, che va dai 95 € annui per negozio entro i 100mq, senza limiti sul numero di diffusori da utilizzare in negozio (altoparlanti). Nel dettaglio puoi consultare i prezzi da qui: musica per negozi con Jamendo >>.
  •  Già grandi aziende nel mondo diffondono musica di questo tipo e con successo. E delegano la scelta di quali brani usare ai Music Provider, ovvero il professionista o azienda che si occupa di creare la shop radio, in modo da avere i brani addatti al negozio.

Come avrai capito magari non dovrai pagare la Siae, ma dovrai pagare queste società.
La cosa più importante è far si che la musica in negozio ci sia, anche se questo può comportare delle piccole spese annuali.

#3 Musica in negozio: alcuni errori da non fare!

Prima di chiudere questa lezione, in cui spero di aver risposto a tutte le tue domande sulla musica in negozio su siae e tasse sui diritti d’autore, ci sono due errori che voglio consigliarti di non commettere: 

  • Errore 1: trasmettere servizi musicali in streaming tipo Deezer o Spotify o simili. Non esistono licenze “premium” che ti permettono di trasmettere la musica per fini commerciali. Guarda bene le loro condizioni di vendita.

Per sapere come utilizzare al meglio la musica nel tuo negozio ricordati di seguire la lezione gratuita Consigli sulla musica da mettere in negozio >> .

Alla prossima,

Daniele Diez
esperto in strategie musicali

prodact.it | Soluzioni Radiofoniche

2017-11-30T11:25:44+00:00
  • Alessia

    Grazie per l’utilissimo approfondimento. Chiedo conferma su un paio di tasse in più da pagare perché ho chiesto qualche informazione al CNA e hanno aggiunto, oltre la SIAE, l’iscrizione al Consorzio Fonografici per poter utilizzare musica all’interno del proprio punto vendita e un altro negoziante invece mi ha parlato di Canone RAI apposta per negozianti (lui trasmette la radio in diretta). E’ possibile avere qualche chiarimento in merito? Ringrazio in anticipo.

    • Daniele Diez

      Ciao Alessia. L’iscrizione al consorzio fonografici è proprio SCF, società consortile dei fonografici. Per quanto riguarda il canone Rai, per quanto ne so io va pagato se si è in possesso di un apparecchio di riproduzione video e niente ha a che vedere con i diritti SIAE e SCF. Non sono purtroppo a conoscenza di eventuali convenzioni RAI a favore dei negozianti per il canone. Grazie a te per aver chiesto:-)

  • Andrea Zuccaro

    Ma se volessi scaricare semplicemente musica libera da diritti, prevista anche per “l’uso commerciale” (sottofondo in negozietto), dovrei per forza abbonarmi ai servizi di Jamendo et simili per lo streaming?

    • Elena e Roberto

      Ciao!
      In questo periodo Daniele non riesce a rispondere,
      ma ci siamo sentiti e gli ho fatto la tua domanda, ti giro la risposta:

      “Purtroppo la musica in store è una faccenda troppo delicata, puoi
      girare la frittata quanto vuoi, ma non si scappa.

      La prassi è sempre la solita: se acquisti brani licenziati non CC
      vanno pagate Siae e Scf, se vuoi trasmettere “roba” CC bisogna rivolgersi
      a Jamendo o, come ultima spiaggia a Soundreef per delle licenze di
      trasmissione annuali.

      La terza alternativa è contattare attività come noi (o chi preferisci!!!) che creano una ShopRadio.

      Per capire meglio la domanda e darti una risposta precisa ho bisogno di sapere: “Da dove intendi scaricare questa musica?”

      A presto
      Daniele”

      Ciaooo!

  • Alessandra Botta

    Ma se gli anni precedenti ho già (purtroppo e inutilmente) pagato la SIAE, pur trasmettendo brani CC, e se per l’anno entrante volessi comunicare il mio “distacco” dalla SIAE, dovrei farlo tramite comunicazione scritta (esistono modelli precompilati?) per evitare che mi mandino il sollecito di pagamento?

    • Elena e Roberto

      Ciao Alessandra!
      Ho girato la tua domanda a Daniele che in questo periodo è sommerso dal lavoro :-)

      Ecco la sua risposta:

      “Occorre fare una semplice raccomandata all’ufficio territoriale S.I.A.E competente dove il gestore del negozio dichiara i propri dati e che di fatto non trasmette più musica licenziata SIAE dal giorno/mese/anno.

      Per questo motivo si dichiara anche che si sta diffondendo musica con licenza creative common numero… fornita da… e perciò non si intende pagare più ciascun emolumento.

      Raccomandata con ricevuta di ritorno ovviamente.

      Molto probabilmente si è soggetti a ispezione, perché è facile dire non trasmetto musica SIAE, ma cc. Bisogna anche esibire la certificazione a controlli eventuali.

      Ti auguro buon Natale!
      Daniele”

      • Alessandra Botta

        ok, un’ultimo dubbio: la raccomandata ha effetto immediato? Cioè sono esonerata dalla siae per l’anno in corso (2017) a partire dalla ricezione della ricevuta di ritorno della racomandata?

        • Elena e Roberto

          Ciao non riusciamo a darti noi questa risposta…
          Dipende anche dai contratti, ma non è da escludere che la disiscrizione vada fatta nell’anno precedente…

          Comunque senti il loro supporto, è la cosa migliore :-)

  • Domanda: se uso un apparecchio video (monitor) collegato a dvd con caricati video con musica completamente libera da diritti (tipo NoCopyrightSounds) intervallata da pubblicità autoprodotte, devo pagare ugualmente la siae?

    • Elena e Roberto

      Dipende tutto dalla licenza, ma se è Creative Common non c’è bisogno di pagare, perchè non c’è nessun copyright:

      https://it.wikipedia.org/wiki/NoCopyrightSounds

      Leggi bene il punto #2 della lezione, trovi anche dei link interessanti!

      Ciaoooo

  • Sara

    Buona sera! Ho letto l’articolo ma non ha risposto ad alcuni miei dubbi. Parlando di un negozio di videogiochi avente 3 postazioni con console (ps4,xbox ecc) e televisori con cui poter giocare in negozio, mi chiedo: è vero che anche per i videogiochi su schermo (tv) va pagata una tassa alla SIAE? volendo trasmettere anche musica, dovrei pagare per la musica in stereo + casse, + un eventuale monitor con le pubblicità dei giochi in uscita + i 3 televisori delle postazioni? mi conviene un mutuo a questo punto. Grazie mille! :)

    • Elena e Roberto

      Ciao Sara!
      Questa lezione riguarda la musica, per i videogiochi non saprei perchè è una cosa troppo specifica del settore.

      però magari trovi qualche info qui: https://www.dandi.media/2017/06/diritto-autore-videogame/

      • Sara

        Purtroppo nemmeno qui si parla della diffusione delle immagini su determinati apparecchi nei luoghi pubblici. Indagherò oltre, vi ringrazio!

        • Sammi

          Che peccato… se scopri qualcosa facci sapere così magari aggiungiamo questa informazione più dettagliata!

          • Sara

            Certamente!

          • Sammi

            :-) :-) :-) Grazie!

  • al

    Salve, bell articolo molto interessante, avrei una domanda, la tassa radio Rai di 30 eruo circa annui va pagata ugualmente se utilizzo jamendo? Posso scaricarmi le playlist create da jamendo per locali e riprodurle tramite usb nel mio locale? devo avvisare la siae che utilizzo questo sistema?
    Grazie dell info

    • Sammi

      Se usi Jamando non devi pagare tasse, perchè paghi la licenza a Jamando stesso.

      Se prima di passare a jamando pagavi la SIAE è meglio mandare una raccomandata come ha suggerito Daniele in un commento qui sotto.

      Per quanto riguarda la tassa Rai se hai un dispositivo televisivo credo proprio che devi pagarla…

      La cosa migliore è chiamarli, così vai sul sicuro al 100%.